The book “I Luoghi della Memoria” , “The Memories Places”, by professor Adriana Pedicini,
reviewed by Roberto Lo Presti, will be presented tomorrow, in the city (Benevento), at 5:30 P.M. in the “Ad Maiora” center, in palazzo Fusco Rossi, in via Umberto I.
In his review Lo Presti states that Pedicini’s book presents “pages of stories which we have all in the simple beauty of our loved ones, ancestors and fathers which enriched the mind, and offered us flowered gardens and sweet profumed breads, sweetness, and the work of strong arms, and precise finished products still undivided, to be enjoyed by all around, with a smile”.
A literary work whose incentive, as the title describes, of the dimensions of the past, not as lost time, but as time to re-find and rediscover, in the dimension of her rediscovering, in the inventive literary form, of the idealization and the writing of brief tales.
In playful ways, of bringing together between real memories and fantasy, as Lo Presti always notes.
Materializing chapters with narratives of ambient and fully descriptive characterizations, rich in examples of profound psychological introspection of the female characters.
With vivid incursions, in their sensibilities, in their dreams, in their desires, between sadness, apathy, love, hope, delineated all the way through the description of their eyes and their gestures.
Pages which don’t show an idealization of the past, but show a realistic consideration of life and the way of life, and considering the disruptive and enlivening forces of love and how they reveal clear powerful poetic forces which are encountered in the work, that which we are reporting out of context (leaving out all which is to be discovered by the reader), by her formidable evocative force. “I grasp the desire of infinite flights of your soul”.
In the revelation of a profound I, which belongs to each one of us, and which remains so, in her longed force for all of life’s journey.
“Beautiful, decisive and even painful, and I dare say the reflection of Love which restarts at every instant – observes Lo Presti – and ‘not ceasing to exist… can be harmful … but is there”. Pages, stories descriptions which attract the reader with force and excite – Lo Presti notes always – the total desire to attentively read “ and to awaken the reader “the talent of the author” who knows how to demonstrate “the sweetness of Love and the Eternal Present time of life”.
Noemàtia
Recensione di Adele Costanzo
Noemátia, ovvero Piccoli pensieri, s’intitola la raccolta attraverso la quale la poetessa e scrittrice Adriana Pedicini ci racconta il suo percorso umano ed artistico.
Si tratta di un libro che comprende liriche scritte nell’arco di circa trent’anni le quali costituiscono, pertanto, testimonianze di momenti diversi dell’esistenza, eppure talmente legate tra loro da rendere il discorso poetico fortemente coerente ed unitario.
Ciò che dà unità alla raccolta non è tanto la soggettività, la persistenza dell’io lirico che si declina nelle comuni esperienze di vita (la gioia, il dolore, l’amore, la perdita, i luoghi e i tempi costituiscono, naturalmente, il materiale anche di questo libro di versi), quanto la domanda di senso, il bisogno di radicare l’esistenza, il qui ed ora, su di un terreno che lo trascenda e lo giustifichi.
Ecco quindi il titolo, Noemátia, che chiama in causa la riflessione, la speculazione nel senso etimologico e filosofico del termine. Attraverso il linguaggio poetico, infatti, l’oggetto, vale a dire l’esperienza, si sdoppia, prende in qualche modo le distanze da sé e si universalizza, come in questi versi che evocano una incarnazione quasi platonica dell’idea stessa dell’amore materno: La madre che amavo/ non è finita per sempre/ se in altra io scorgo/ uguale tremito nel volto/ all’eco della gioia/ o del dolore. O, ancora: Ho guardato nei vostri occhi figli/ho visto in trasparenza/profili evanescenti/di volti già noti/sorrisi irradiati/di mistica luce/un coro/di candide mani/intrecciarsi in un’unica danza e tutto ampliarsi in concentriche onde, versi che auspicano una sopravvivenza che sembra andare ben oltre la dimensione familiare o genetica.
Tuttavia c’è da dire che l’operazione, messa in atto dall’Autrice, di collegare l’esperienza concreta ad un piano altro, metafisico, presenta un carattere di assoluta reciprocità, poiché se il vissuto viene redento dalla fragilità e dalla caducità attraverso il richiamo ad una diversa dimensione, quest’ultima trova una sua concretezza proprio nell’unicità ed irripetibilità in cui si incarna: Non è somma di assiomi/la Vita,/bensì Teofania.
La poesia di Adriana Pedicini è pertanto una poesia tutt’altro che astratta ( non a caso il libro si avvale dei bei disegni della pittrice Anna Perrone, i quali interpretano e danno concretezza visiva alle parole) anche se non imprigionata nella asfittica dimensione lirica ed autobiografica. Una poesia in cui il tempo, grande interlocutore, si propone come memoria collettiva di una generazione e di un ambiente culturale rappresentati con estrema pregnanza: Labbra spaccate/ maciullano di pane/grossi pezzi conditi/con l’ansia del domani , e ancora: Brulicano nella sera di festa/ciottoli levigati dalla vita /i semplici delle sagre/lungo i sentieri/delle luminarie. Un tempo/spazio, dunque, non contenitore astratto ma territorio sostanziato da una dimensione sociale, dall’alternarsi ciclico delle stagioni (a cui, detto per inciso, è dedicato il pirotecnico finale di brevissimi componimenti) e dal declinarsi lineare e transeunte della vita. A proposito di quest’ultimo elemento, emergono in modo assai singolare le due principali componenti della formazione culturale dell’Autrice, quella classica e quella cristiana, che una matura saggezza armonizza in una visone della vita serena ed antidogmatica. La malinconica percezione pagana, e moderna, del “tempus fugit” (L’ora scorre fugace/mentre sul ciglio della pena andiamo meditando il rimedio) trova infatti ascolto ed accoglienza all’interno della raccolta, mentre la fede si presenta con i caratteri modesti e tenaci della pascaliana scommessa.
Un libro per pensare, dunque, ma anche per emozionarsi, perché i pensieri che l’Autrice ci propone sono, lei ci dice, “piccoli” : non perché banali o scontati, ma in quanto legati alla concretezza, semplicità e preziosità degli affetti e della vita.
I LUOGHI DELLA MEMORIA
di
Adriana Pedicini
Narrativa contemporanea Arduino Sacco Editore-Roma
Euro 12
Recensione di Roberto Lo Presti
Sono pagine di storia che tutti abbiamo vissuto nella semplice bellezza dei nostri amati avi e padri che arricchivano le mense , ci offrivano giardini fioriti e pane profumatissimo ,dolcezza e fatica di braccia forti e decise nel prodotto finito ancor indiviso da gustar tutti attorno col sorriso. Nella corposa ed intelligente presentazione del libro, c’è la felice sintesi dei passi che io pur non avendo letto prima, ritrovo con la matita rossoblu segnati in più pagine ( 19-21…).
Prefazione che ti fa gustare il dessert, ovvero è un antipasto condito d’olio d’oro nelle le pietanze raccolte in piatti colmi di pomodorini: le ricette della nonna,sovrabbondante, rigida e dondolante…te la trovi sempre davanti. Quanta bontà! ‘Sapore d’infanzia’ si legge, certo, i nipotini osservano la nonna col ‘tuppo’ dei capelli col fazzolettone a fiorame, da sistemare all’alba… , poi la prima colazione coi panini in fila, il forno a cupola, il profumo del cotto pane e delle ciambelle…, ed i ragazzi ancor a ‘sbonconcellare’ pezzi di candida ricotta adagiata a fianco di morbida focaccia…! É in realtà un fiaba rivissuta a distanza con forte nostalgia,che porta ancor ricordi congiunti, relazioni e storielle su storie più intricanti…
Nel racconto della Teresina, invece, si evince già un altro modo di descrivere la realtà, adesso più matura e consona ad esperienze di vita più tangibile ad incontrar non solo e non più gli spontanei e scroscianti sorrisi nelle camere. In Teresina, l’atmosfera è sempre lì, ricchissima di particolari e descrizioni di ogni angolo della stanza povera e lugubre che la ospita. C’è un ‘modus vivendi’ oserei dir selvaggio, nel quale la donna povera e ritardata, osava parlar pure con le stelle…e poi la più bella delle donne clown, appoggiata una sera ad un tronco di un albero col sogno infinito, mai realizzato!
Nel racconto della Chioccia fa capolino il sentimento della donna sempre vicina a sé stessa, ad una solitudine che ritroviamo più spesso nei righi dei capitoli e racconti successivi, sadness, silenzio, apatìa, amore lontano, la vita diversa da quella che ‘lei presagiva’, mentre il cuore pulsava di represse fantasie d’amore’. La vita prima aperta d’ un colpo si ripiega su se stessa tra le pieghe dell’anima …dove a nessuno è consentito di penetrare.
Molto bella pur l’espressione ricca di significati ed attualissima : ‘la gente è incapace di dar briciole d’amore’.
Oserei dire a questo punto che un altro racconto sembra voglia chiarire tal significato d’amare e d’amore. The people, in senso lato, forse teme di cedersi all’altro per non condizionarsi e legarsi tanto, ovvero: non c’è , non si percepisce più, così forte come ieri, l’amore che ama se stesso nell’altro, ma il ‘trionfo dell’ANIMA che ama negli altri l’amore’. Il concetto sembrerebbe semplice ma è ben più complesso poiché ’i vantaggi e gli svantaggi di una vita a due inaridiscono qualsiasi desiderio di amare e di essere amata’.
Forse è indispensabile parlar poco e per chi è ben sensibile, è sufficiente per men di un minuto guardarti negli occhi, profondamente sentimentali e sognanti, pienamente espressivi pur se pieni di nostalgia (oserei dir ,ma mi sbaglio,tagliati da un dolor antico,profondo di ricordi pesanti…),soavi,caserecci (come il pane e l’olio solarissimo),passionali,intelligenti,soavi , umili ,dolcissimi come quelli rimasti della bambina di ieri ieri…!------
Proseguendo lentamente e con dolce fluidità la lettura, sentiamo vibrare la memoria, brillare forti i ricordi negli ‘Esami di ammissione’. Notevole e particolare è la descrizione della maestra, dall’animo dispotico ma ‘rispettata e stimata da tutti’’. La descrizione del viso e la gestualità disegnano quel carattere ‘balzano’, conferendole ancora ‘un’aria distinta, freddamente distinta,quasi nordica’’. La sua didattica e metodologia imperative, le pagine ed i verbi in disuso studiati a memoria, poco interessa l’apprendimento… C’è forse nei momenti particolari auxologici, una certa stizza e percezione di difficoltà dialogica e relazionale coi giovani, che sicuramente è stata ben corretta, per rendere più agevole, elastico, comprensibile, libero e spontaneo il dialogo per lo sviluppo non tanto e solo dei programmi (calati dall’alto) quanto per un agevole speaking to learn , cosicché ci sia lo spirito critico, costruttivo e partecipe, affinché si sviluppi il fanciullo.
Voltando pagina rapidamente ci si rende conto che il tempo vola, scorre inesorabilmente… e gli aneddoti si colorano di tinte meno acquerellate. Appaiono quadri, figure, fantasmi benevoli dell’io narrante, con ombre più dominanti, tali sembrano in ‘’Cuori di sabbia’’, una storia sentimentale tra due innamorati che ’Non si lasciarono più e percorsero insieme un lungo tunnel in cui un amore malato aveva condotto entrambi’.
Bellissima, decisa e pur dolente, oserei dire, la riflessione dell’Amore che ricomincia ad ogni istante… ‘non cessa di esistere…può fare anche male…ma è lì! Nei racconti a seguire, significativo, dolcemente violento affiora sempre il sentimento, come vento fresco e fruscio nascosto…per la ricerca di un’ intesa decisa, possente in LUI…: ‘Desiderio di voli infiniti mi prende per afferrare le ali della tua anima’’.
Cosa si può ancor aggiungere …? Se non il desidero totale di leggere con attenzione, tal intelligente, apparentemente semplice e coordinata analisi esistenziale, sentimentale, viva, crescente…, attuale e del tempo che fu, con cui il talento della scrittrice mostra la dolcezza e l’Amore dell’eterno presente della vita ?
Roberto Lo Presti da Messina-- Messina,lì 16 gennaio 2012 -